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Nella transizione per l'alternativa

31 marzo: nella transizione per l'alternativa

ASSEMBLEA PD
All’ultimo congresso del Pd molte e molti tra noi hanno sostenuto la leadership di Pier Luigi Bersani.


Lo abbiamo fatto perché crediamo in un Partito Democratico radicato nel paese e capace di rappresentare quella parte della società che si riconosce nel primato della democrazia e nel valore del lavoro, nell'autonomia delle donne, nelle aspirazioni dei più giovani. Un partito fondato sulla centralità e dignità della persona e sul traguardo dei diritti umani, sociali e civili da cui trarre spinta per il bene comune. Un partito con lo sguardo sul mondo, sulle idee e le prospettive del campo democratico, progressista, socialista e ambientalista, in Europa e non solo.
E un partito più aperto al rapporto con la società, con la rete delle associazioni, del sapere e dei movimenti, a cominciare da quelli delle donne che, anche con Se non ora quando, hanno contribuito alla caduta della destra. Un partito rigoroso nella trasparenza, che lavora per allargare le opportunità a partire dagli ultimi e per promuovere una nuova classe dirigente in un legame tra la politica e la società più consapevole. Un partito autonomo e laico. Ricco delle storie che lo hanno fatto nascere: dalle diverse tradizioni della sinistra e del riformismo al cattolicesimo democratico e sociale, alle idee ed esperienze di uguaglianza e libertà. Un partito capace di fare del pluralismo la fonte di una crescita culturale permanente e non il filtro di un correntismo che premi la fedeltà emarginando spesso le energie più impegnate e meritevoli.
Oggi questa nostra esperienza è dinanzi a un passaggio decisivo. Si tratta di riflettere sulla natura della politica e della democrazia dopo i guasti del ciclo liberista, con le sue diseguaglianze immorali, le illegalità diffuse e le nuove, acute, disperazioni sociali. La fine del governo della destra e la leadership di Monti hanno evitato una deriva drammatica e ridato prestigio al paese.
Ma certo molti problemi di fondo rimangono aperti e non sarà breve o semplice il lavoro di Ricostruzione democratica, economica e civile.
Il nuovo governo non viene “dopo i partiti” ma “dopo la destra”. Ricordarlo non significa ignorare il distacco tra una parte larga del paese, i partiti e le istituzioni. Si tratta del resto di una tendenza che si proietta su tutta l’Europa e anche oltre, e che ci parla dell’intreccio tra crisi economica e crisi della democrazia. E’ vero però che questo “spread della democrazia” da noi ha una particolare acutezza, anche in ragione di patologie antiche del paese e del potere e ciò rende ancora più pressante la spinta per un rinnovamento della politica sotto il profilo dei valori, dei traguardi e di una partecipazione rinnovata. In questo quadro risultano urgenti e vanno discusse nel merito la riforma elettorale, la legge sui partiti e le condizioni per vere riforme istituzionali perché dal loro contenuto dipende una parte rilevante dell’uscita dalla nostra lunga transizione . Dunque è fondamentale accompagnare la nostra iniziativa a sostegno del governo con la costruzione – senza timidezze – di quell’Alternativa politica e culturale alla destra che milioni di persone si aspettano dal principale partito progressista del paese. C’è chi sostiene che “Dopo Monti nulla sarà come prima”. In parte è così, a partire dal fatto che questo governo, per la sua stessa origine e composizione, obbliga tutti a misurarsi con alcune novità che già hanno modificato il quadro delle vecchie alleanze, soprattutto nel centrodestra. Ma il punto è quale impianto vogliamo dare noi alla prospettiva politica e costituzionale della prossima legislatura.
In particolare, pensiamo al PD come cuore e baricentro di un nuovo centrosinistra il cui cantiere sia aperto al solidarismo e all'impegno civico, alla sinistra politica e ambientalista, che condivide una vocazione di governo, alle diverse forme della partecipazione, condizione questa per dare all’alleanza tra progressisti e moderati il segno del cambiamento e l'energia per la Ricostruzione.
Infine, siamo consapevoli che la maggioranza uscita dall’ultimo congresso a sostengo di Bersani ha conosciuto “in corso d’opera” una evoluzione. Oggi esponenti di quella maggioranza, su alcuni dei punti indicati, manifestano posizioni tanto legittime quanto distinte da quelle qui espresse. Viceversa molti che al congresso avevano sostenuto candidature diverse sentono di condividere le nostre stesse preoccupazioni.
Nei mesi passati non sono mancate occasioni dove i punti di vista che qui abbiamo richiamato si sono fatti sentire. Noi stessi, in coerenza con un percorso che negli anni ha conosciuto tappe successive (dalle “Note per la Costituente del Pd” al manifesto su “Laicità e Civismo”, sino al seminario sui “Diritti” come leva di crescita e democrazia e all'incontro di Monza su Europa, crisi, nuovo riformismo) abbiamo tentato una ricerca culturale e politica tesa a rafforzare quella nuova identità democratica e di sinistra nella quale tutti assieme abbiamo investito.
E non è un caso che l'appuntamento di sabato si tenga a Milano, in una capitale che con la vittoria di Giuliano Pisapia e un buon esito del PD ha sancito simbolicamente il declino di un ventennio infelice. Ora anche in Lombardia può avviarsi il percorso per un'altra stagione. Avere un confronto con autorevoli amici, amiche e compagni, sarà un incoraggiamento nella direzione giusta.

L'incontro si terrà Sabato 31 Marzo, con inizio degli accrediti dalle ore 10 e fine dei lavori alle 17 presso la Sala conferenze delle Unioncamere, in Corso Venezia 47 a Milano. Fermata MM1 Palestro.

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