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I soldi e il PD

Parola al tesoriere

europafuturo
Ho letto con attenzione l'articolo di venerdì 13 aprile di Ivan Berni, dove l'editorialista esorta il centrosinistra, e in particolare il Partito Democratico milanese, a fare chiarezza sui propri conti, pubblicando i bilanci.

Ebbene, il Pd milanese già da tempo ha aperto una discussione limpida e senza reticenze sui propri conti, sulle proprie spese e sulle strategie future. E' in atto un dibattito ampio e produrrà presto un maggiore coinvolgimento non solo dei militanti ma anche dei cittadini nella vita del nostro partito. E che vedrà ben presto la pubblicazione sul nostro sito del bilancio di previsione, una volta approvato dalla direzione metropolitana.
Mi permetto di avanzare qualche dato che potrebbe facilitare la comprensione di ciò che sto dicendo. Il Pd milanese riceve ogni anno circa 200 mila euro come contributo dal Pd regionale. Soldi che derivano dai cosiddetti rimborsi elettorali e che sono calcolati secondo una media tra votanti del Pd ed elettori nel territorio del milanese. A questa cifra va aggiunto il contributo volontario degli esponenti tesserati nel Pd, eletti nelle istituzioni (parlamento, regione, provincia e comune) e che ammontano a circa 220 mila euro annui. Tra le entrare figurano anche i circa 270 mila euro del tesseramento. Nel bilancio del 2011, approvato dalla direzione del 9 febbraio di quest'anno, non c'è praticamente altro per quanto riguarda le entrate. Con queste entrate facciamo fronte ad altrettante uscite. Soldi spesi per l'affitto della nostra sede di via Pergolesi, per il personale che lavora nei nostri uffici, per l'ordinaria attività politica (manifesti, volantini, gazebi etc.) e per la Festa Democratica provinciale. La nota dolente è che nonostante gli sforzi di sobrietà messi in campo, dal 2007 ad oggi, il Pd milanese ha accumulato circa 360 mila euro di debiti. La politica costa, e costano in particolar modo le campagne elettorali che il Pd milanese ha sempre condotto con particolare parsimonia rispetto ad altre forze politiche. Spesso molti militanti ci rimproverano di non essere abbastanza visibili in città. Purtroppo acquistare spazi pubblicitari costa parecchio. A questa critica rispondiamo che ogni singolo euro speso dal partito è un euro speso dai nostri iscritti e indirettamente dai cittadini. E che occorre la massima attenzione nello spendere i soldi perché non si sprechino. Con questo spirito operiamo ogni giorno per tenere in piedi l'attività politica a Milano. Lo abbiamo visto anche durante la campagna elettorale del Pd per le amministrative a Milano. In quell'occasione abbiamo dichiarato pubblicamente e certificato di avere speso 306.307,00 euro.
Gran parte dei quali sono arrivati dal Pd nazionale come contributo straordinario. Così come è arrivato, sempre dal Pd nazionale, un contributo straordinario al comitato elettorale di Giuliano Pisapia. Poca cosa comunque rispetto ai milioni di euro sborsati dai nostri avversari in quell'occasione. Il nostro stile è costruito sulla sobrità e sulla trasparenza e continuerà ad essere così. Non viaggiamo con auto di lusso e non abbiamo autisti a libro paga. Quando i dirigenti pranzano o cenano al ristorante si pagano il conto di tasca propria. Rivendico quindi con molta nettezza la nostra sobrietà, che era in uso ai tempi in cui l'antipolitica non era un fatto così eclatante e lo è oggi che la necessità di trasprenza diventa imprescindibile. E lo è a maggior ragione per dei dirigenti politici, come noi, che hanno quasi tutti meno di 40 anni e che nel rinnovamento ci credono per davvero.

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